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Il contatto con la Natura durante i medio-lunghi ricoveri ospedalieri
A volte la medicina più potente non si trova in farmacia o in ospedale, ma in Natura, in questo caso nel rumore delle onde e nel calore del sole.
In Spagna, presso un ospedale cittadino (l’Hospital del Mar di Barcellona), un team di medici straordinari ha deciso di abbattere le pareti della terapia intensiva.
Il progetto, guidato dalla dottoressa Judith Marín, porta i pazienti in fase di recupero direttamente sulla spiaggia per dieci minuti di pura libertà al giorno.
Dopo settimane passate al chiuso, tra macchinari e luci artificiali, il contatto con la brezza marina accelera il benessere emotivo e fisico dei degenti.
Secondo gli infermieri, bastano pochi istanti davanti all’azzurro del Mediterraneo per riaccendere la speranza e la forza di lottare.
È una lezione di umanità che ci ricorda come la cura della persona debba andare oltre la semplice gestione della malattia.
Lo stesso principio ispira anche la Forest Therapy. Nei pazienti oncologici, compresi quelli con malattia metastatica o sottoposti a trattamenti chemioterapici, quando le condizioni cliniche lo consentono e sempre in accordo con l’équipe curante, la Forest Therapy può contribuire a ridurre stress, ansia e affaticamento, migliorare il tono dell’umore, favorire il rilassamento e sostenere la qualità della vita.
Non sostituisce in alcun modo le terapie mediche ma rappresenta un intervento di medicina integrativa che rimette al centro la persona, aiutandola a ritrovare uno spazio di benessere, connessione con la natura e resilienza anche durante il percorso di cura.
Perché curare significa anche restituire dignità, speranza e momenti autentici di vita.
E umanizzare le cure significa renderle maggiormente “umane”, adattarle al nostro essere non solo corpo ma mente ed energia (spirito, anima, ecc).
Se non ora, quando?
Fonti: AP News – Spanish doctors hope beach trips can help ICU virus patients.